Il 12 marzo 2025, il Consiglio d’Europa ha adottato una Convenzione internazionale di fondamentale importanza per la tutela della professione forense. Questo trattato rappresenta un progresso significativo nella protezione degli avvocati, una categoria sempre più esposta a minacce, intimidazioni e interferenze che ne compromettono l’indipendenza e la libertà di azione.

Negli ultimi anni, sono aumentate le segnalazioni di ostacoli all’accesso ai clienti, di pressioni indebite e di restrizioni che limitano l’esercizio libero della professione legale. In alcuni Paesi, gli avvocati sono vittime di aggressioni fisiche, attacchi alla loro reputazione e interferenze politiche che minano la loro capacità di difendere i diritti dei cittadini.
Di fronte a questa situazione, il Consiglio d’Europa ha ritenuto essenziale adottare un quadro normativo internazionale che garantisca una maggiore protezione per tutti gli avvocati, indipendentemente dal Paese in cui operano.

La Convenzione disciplina aspetti cruciali della professione forense, introducendo obblighi per gli Stati firmatari al fine di garantire la sicurezza e l’indipendenza degli avvocati.

La libertà degli avvocati è fondamentale e imprescindibile

 

Tra i punti salienti:

  • Libertà di esercizio della professione: gli avvocati devono poter svolgere il proprio lavoro senza subire minacce, pressioni o restrizioni arbitrarie.
  • Protezione fisica e legale: gli Stati devono adottare misure adeguate per prevenire aggressioni fisiche, intimidazioni e qualsiasi altra forma di ostruzione indebita nei confronti degli avvocati.
  • Libertà di espressione: gli avvocati devono essere liberi di esprimersi su questioni di interesse pubblico senza subire ritorsioni o limitazioni ingiustificate.
  • Tutela delle associazioni professionali: le organizzazioni forensi devono poter operare in piena autonomia, senza interferenze da parte delle autorità pubbliche o di altri soggetti.
  • Obbligo di indagine e punizione: in caso di minacce o aggressioni nei confronti degli avvocati, gli Stati devono garantire indagini efficaci e punire i responsabili.

Il quadro normativo italiano, da sempre attento alla tutela della professione forense, si inquadra nei principi sanciti dalla Convenzione. In particolare:

  • Costituzione Italiana (Art. 24): L’articolo 24 della Costituzione garantisce il diritto di difesa e la tutela giurisdizionale, fondamento imprescindibile per un esercizio libero e indipendente della professione legale. https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione:1947-12-27~art24#:~:text=24,difendersi%20davanti%20ad%20ogni%20giurisdizione.
  • Statuto dell’Avvocatura e Codice Deontologico: Questi strumenti normativi, elaborati dal Consiglio Nazionale Forense, stabiliscono principi etici e operativi che assicurano l’autonomia professionale dell’avvocato, vietando ogni forma di interferenza esterna “L’esercizio dell’attività di avvocato deve essere fondato sull’autonomia e sulla indipendenza dell’azione professionale e del giudizio intellettuale”.
  • Normativa Specifica: La Legge n. 247/2012 e successive disposizioni hanno consolidato il quadro giuridico volto a garantire che l’avvocato possa operare in un ambiente libero da pressioni politiche, economiche o burocratiche, rafforzando ulteriormente il ruolo dell’ordinamento forense https://www.consiglionazionaleforense.it/a-la-legge-professionale-forense11

L’integrazione di queste norme nel nostro sistema giuridico assicura che la protezione dell’avvocato non sia soltanto un impegno a livello internazionale, ma un principio consolidato nella prassi e nella cultura del diritto italiano. Questi strumenti sono essenziali per garantire che l’avvocato possa svolgere il suo compito fondamentale di tutela dei diritti dei cittadini senza timore di ingerenze o intimidazioni.

La Convenzione sarà aperta alla firma il 13 maggio 2025, durante la riunione dei ministri degli Affari esteri del Consiglio d’Europa, che si terrà a Lussemburgo. Affinché il trattato entri in vigore, sarà necessaria la ratifica di almeno otto Paesi, di cui almeno sei membri del Consiglio d’Europa.
L’implementazione e il rispetto delle disposizioni saranno monitorati da un gruppo di esperti e da un comitato delle parti, incaricati di vigilare sulla loro applicazione pratica.

Per gli avvocati italiani, la Convenzione rappresenta un’importante garanzia di tutela, rafforzata ulteriormente dai principi e dalle norme sancite nel nostro ordinamento. L’adozione di standard condivisi a livello europeo, unita alle garanzie interne della Costituzione, dello Statuto dell’Avvocatura e del Codice Deontologico, contribuisce a creare un ambiente in cui l’indipendenza e la libertà professionale sono tutelate e rispettate. Questo quadro normativo integrato favorirà condizioni di esercizio della professione più sicure e trasparenti, a beneficio non solo degli avvocati ma dell’intero sistema giudiziario.

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